Centri per l’Impiego e approccio integrato

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L’attuale sistema pubblico nazionale di servizi rivolti ad incrementare le possibilità occupazionali di chi ha perso o non riesce a trovare lavoro e a soddisfare i fabbisogni lavorativi e formativi delle imprese locali non riesce ad essere efficace ed efficiente*.

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Tra le cause, diverse ricerche hanno rilevato come in primo luogo ci sia una carenza di fiducia da parte delle principali parti in causa (persone e aziende) in merito alla possibilità che gli Enti pubblici, così come sono strutturati oggi (in particolare i CPI), possano effettivamente favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e incidere concretamente nello sviluppo territoriale sviluppando competenze in linea con le esigenze formative che si manifestano.

La presente analisi e le proposte conseguenti vogliono dunque offrire un contributo alla possibile realizzazione di un progetto innovativo finalizzato all’incremento dell’occupazione, da realizzarsi attraverso l’implementazione di un sistema che renda possibile un incrocio efficace di domanda e offerta di lavoro in base alle competenze richieste e a quelle possedute e definisca percorsi formativi ad hoc tarati sulle specifiche esigenze delle imprese sul territorio e delle persone.

L’attuale normativa italiana vede una pluralità di soggetti coinvolti nell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, oltre che di formazione.

Gli Enti di riferimento sono:

Centri per l’Impiego provinciali

Agenzie regionali per il Lavoro

Agenzie di somministrazione di lavoro temporaneo e di collocamento private

Informa-giovani

Enti Bilaterali

Organizzazioni Sindacali e dei Datori di lavoro

Università

Istituti scolastici

EURES

Camere di commercio

Agenzie formative

In Italia si registra nelle fasi di ricerca di lavoro un alto livello di utilizzo di canali informali (il contatto, la conoscenza, ecc.). Studi recenti1 rivelano come 8 disoccupati under 35 su 10 si rivolgano a proprie conoscenze personali o in modo diretto ad aziende per verificare eventuali disponibilità. Solamente 3 giovani su 10 si rivolgono anche ai Centri per l’Impiego.

L’ultima indagine ISFOL sul mondo del lavoro rivela poi che tra i giovani fino a 39 anni, solo il 2,3% trova lavoro attraverso i CPI2.

Per quale motivo le persone in cerca di lavoro non si rivolgono ai CPI? Di seguito i principali:

  • Processo di incontro domanda e offerta: scarso numero di richieste da parte delle imprese, lavori solitamente di basso livello, scarsa fiducia da parte dell’utenza, percezione di scarsa efficacia.
  • Processo di Accoglienza: tempi di attesa e di servizio eccessivamente lunghi, carenza di coordinamento tra gli Uffici interni e gli Enti esterni, risorse tecnologiche scarse e spesso obsolete.

Conseguenze dirette: i CPI rivestono un ruolo marginale nel mercato del lavoro.

Cosa si attendono i cittadini:

un ruolo più marcato di “regolazione” del mercato del lavoro locale, attraverso funzioni di coordinamento tra canali e sistemi di pubblicazione delle offerte di lavoro, e più in generale dei metodi e canali di ricerca di lavoro;

una vera e propria presa in carico, fortemente dedicata e orientata alla persona, e non solo al “lavoratore”, in grado di garantire “relazioni di care”, anche interagendo, quando serve, con i Servizi Sociali;

maggiori garanzie informative rispetto i termini di utilizzo del servizio da parte delle aziende;

un sistema di feedback tra utente e azienda finalizzato a valutare queste ultime sulla base dei rapporti di lavoro;

maggiori informazioni riguardo le aziende che richiedono lavoratori.

Cosa si attendono le imprese:

maggiore incisività nella ricerca e selezione di personale adeguato alle proprie esigenze;

la definizione di percorsi formativi e di tirocini in linea con i fabbisogni del tessuto produttivo locale e con le aspettative del mercato;

Snellezza delle procedure, più rapidità, capacità di analisi e diagnosi dei fenomeni.

I CPI potrebbero essere, come accade in altre realtà europee, il perno su cui ruotano domanda e offerta di lavoro, incidendo positivamente sui processi di negoziazione che insistono tra le parti, e il motore per attivare una formazione mirata, effettivamente tarata sui bisogni degli utenti e sulle necessità delle imprese.

Occorrono però innovazioni in campo metodologico e negli strumenti utilizzati.

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Quello che effettivamente è carente oggi è un sistema in grado di mettere a confronto in tempo reale e in maniera efficace competenze richieste e competenze possedute, per evidenziare da un lato i punti di contatto e dall’altro i gap da colmare attraverso interventi formativi e di stage.

La proposta, senza intervenire su processi e organizzazioni, intende mettere a fattor comune le informazioni necessarie, e spesso già disponibili, in un database, in grado di analizzare i dati e fornire risposte concrete per l’occupazione attraverso strumenti innovativi.

IMPATTO SOCIALE:

  • Assegnazione dei posti disponibili in maniera rapida. Minore durata della disoccupazione.
  • Sensazione di protezione verso le fasce più deboli: nessuno si sentirà solo. Minori crisi sociali.
  • Favorire la crescita delle competenze personali. Una formazione efficace ed efficiente che porta le persone ad ottenere quelle qualità maggiormente richieste dalle imprese locali.
  • Riduzione delle richieste di sussidi sociali, degli interventi pubblici contro la marginalità e la povertà (toglie i giovani dalla strada e accoglie i lavoratori espulsi dal mercato favorendone il reintegro e il benessere psicofisico).
  • Favorisce la crescita del tessuto imprenditoriale locale

IMPATTO ORGANIZZATIVO:

  • Una migliore efficacia degli interventi produrrà risparmi ed efficienza anche nell’organizzazione delle strutture pubbliche.
  • I dipendenti dei CPI si sentiranno più utili. Ciò avrà ripercussioni anche sulla qualità del lavoro.
  • L’utilizzo di strumenti informatici di ultima generazione, semplici e intuitivi da usare, produrrà savings importanti nel medio-lungo periodo

IMPATTO POLITICO:

  • Il progetto, realizzabile in breve tempo, è di sicuro impatto a livello comunicativo anche su scala nazionale, in quanto primo progetto di questo tipo e, come tale, meritevole di essere considerato una buona pratica da esportare.

 

Rappresentazione del sistema

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Caratteristiche del sistema

 

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Architettura del sistema

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Specifiche dei servizi erogati

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Funzionamento del Sistema

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L’incontro tra domanda e offerta di lavoro

Per quanto concerne l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, si propone il seguente funzionamento di dettaglio del Sistema:

1.Un primo colloquio di orientamento e bilancio delle competenze aiuta le persone in cerca di lavoro a definire i propri interessi, aspettative e possibilità occupazionali.

2.Le persone inseriscono sul portale i loro dati relativi a competenze, formazione, conoscenze ed esperienze lavorative, occupazione desiderata.

3.Le aziende del territorio regionale inseriscono i requisiti richiesti relativi ai profili ricercati per ricoprire un nuovo posto di lavoro o per uno stage (es. conoscenza fluente dell’inglese, min. 3 anni di esperienza nel marketing, età min. 25 anni).

4.Il sistema, in automatico, confronta domanda ed offerta, andando a ricercare nei cv le competenze ricercate dalle aziende, e restituisce loro un database delle persone che incontrano i requisiti richiesti, in ordine di “matching”.

5.Le imprese vagliano i risultati di questa prima ricerca e provvedono ad effettuare le selezioni del personale.

6.In caso di mancate assunzioni, l’azienda può richiedere ulteriori nominativi, eventualmente “allargando le maglie” dei requisiti.

7.Una pagina di FAQ e un servizio di help desk forniranno supporto agli utenti e alle aziende.

8.Il sistema potrà rendere disponibili appositi report per il monitoraggio dell’efficacia dell’iniziativa a seguito dell’introduzione di specifici indicatori di valutazione.

Per quanto concerne la formazione, si propone il seguente funzionamento di dettaglio del Sistema:

1.Le persone disoccupate, inoccupate e che hanno perso il lavoro entrano (o rientrano) a far parte del circuito formativo e del sistema.

2.Il sistema determina i fabbisogni professionali e formativi del tessuto produttivo locale attraverso un modello di rilevazione da condividere con gli stakeholders, ossia individua le figure e le relative competenze di cui necessitano le imprese, in vista di possibili assunzioni future.

3.I fabbisogni del tessuto locale vengono quindi confrontati con le competenze in possesso degli utenti iscritti al sistema, si evidenziano i gap, le aree di miglioramento e le opportunità di crescita professionale e si stabilisce quindi un piano di sviluppo formativo ad hoc, definendo situazione di partenza e sbocchi occupazionali per ciascuno.

4.Successivamente vengono effettuate le attività propedeutiche alla effettiva realizzazione delle specifiche attività formative da mettere in campo (Bandi di gara, comunicazione pubblica, analisi territoriali di dettaglio, orientamento e bilancio delle competenze, ecc.).

5.Le persone interessate partecipano ai corsi, acquisendo crediti certificati, che daranno loro maggiore visibilità, oltre che maggiori competenze spendibili sul mercato. D’intesa con le aziende interessate, al termine dei corsi potranno essere svolti appositi percorsi di stage.

6.I partecipanti al sistema formativo potranno interagire tra loro mediante l’utilizzo di chat e/o forum on-line, favorendo lo scambio di conoscenze e di know-how e potranno essere supportati attraverso un Help Desk.

7.Il sistema produrrà dei report periodici di monitoraggio, contenenti le informazioni necessarie sull’andamento della formazione, i risultati conseguiti, l’efficacia raggiunta e la soddisfazione percepita dai discenti a seguito dell’introduzione di specifici indicatori di valutazione.

Il progetto intende mettere in stretta correlazione tutti i soggetti che operano nel settore dell’occupazione e del welfare, mettendo a fattor comune dati, persone e competenze, in modo da massimizzare l’efficacia delle azioni.

Il sistema, a regime, potrà fungere da catalizzatore e collettore tra domanda e offerta di lavoro da un lato, e dall’altro di analizzare i fabbisogni formativi delle persone non occupate, in relazione alle richieste che scaturiscono dalle aziende del territorio, e definire un percorso formativo ad hoc che valorizzi le competenze di ciascuno.

Potranno inoltre essere evidenziate anche le opportunità di autoimpiego o di creazione di impresa per i soggetti che dimostrassero di averne competenze e capacità. A questi il sistema potrà inviare avvisi e notizie su finanziamenti pubblici e/o su opportunità di business.

Il progetto andrà comunque realizzato con il supporto delle parti sociali e dei principali stakeholder pubblici e privati del settore.

La modularità del sistema consentirà di graduare gli interventi e l’impegno da profondere, anche in termini economici, sulla base delle priorità strategiche definite, senza per questo minare o ridurre l’efficacia del complesso degli interventi.

Affinché il sistema possa dispiegare al meglio i suoi effetti positivi, occorre porre in essere una efficace attività comunicativa prima, durante e dopo la realizzazione del progetto.

Sabrina Bocchino